.
Annunci online

vulture
Il cuore della Lucania

Ritorna sulla
Home Page di

siderurgikatv.ilcannocchiale.it
      

oppure nella rubrica
 
 
 
 
ATELLA


 

 
BARILE


 

 
GINESTRA


 

 
MASCHITO
 


 

 
MELFI


 

 
RAPOLLA
 


 

 
RAPONE


 

 
RIONERO
IN VULTURE


 

 
RIPACANDIDA


 

 
RUVO DEL
MONTE


 

 
SAN FELE


 

 
VENOSA


 

SOCIETA'
11 gennaio 2009
XII Mostra Cinematografica
 
XII Mostra Cinematografica
                            
         "il cinema sguardo sul Mondo"


LE TRE SCIMMIE

Rionero - Le tre Scimmie del turco Nuri B. Ceylan chiude
la XII Mostra cinematografica CinEtica 08-09
“Cinema: sguardo sul mondo”, promossa dal
CineClub Vittorio De Sica Cinit.
Mercoledì 11 febbraio, ore 20:30, presso il cinema Vorrasi –
verrà proiettato (anche questo per la prima volta in Basilicata)
il film che a Cannes ha ottenuto il Premio per la miglior regia.
Un film intimista, nel quale i tre protagonisti affrontano gli eventi
chiusi nella propria separazione. L’autore, di formazione
francese, dipinge un mondo piuttosto amorale e sempre più
distante da un sentire che non si basi sulla convenienza
immediata. Un messaggio sotteso lo si rintraccia, tuttavia,
nel ritrovare la forza di affrontare il rimosso, nel guardarsi
dentro ed anelare verso una pace che tutti, inconsapevolmente, cercano.


***

PARADA per il Premio De Sica – Cinema delle emozioni

 

Rionero. Decine di ragazzi delle scuole medie ed elementari di Rionero, insieme ad un numeroso pubblico, hanno applaudito con commozione al film di Marco Pontecorvo PA-RA-DA.

Il film fa parte della XII Mostra cinematografica CinEtica 08-09

"Cinema: sguardo sul mondo", promossa dal CineClub Vittorio De Sica Cinit, che porta in sala, ad ogni appuntamento nella sala Vorrasi, circa duecentocinquanta appassionati dall’intera area del Vulture.

Il film, opera prima di Pontecorvo (figlio del compianto cineasta Gillo), è stata una gradevole sorpresa all’ultima Mostra di Venezia, per la freschezza di linguaggio, pur nella durezza del tema trattato.

PA-RA-DA riprende infatti la storia vera del clown franco-algerino Miloud (brillantemente interpretato da Jalil Lespert) il quale, mediante la pratica circense, negli anni ’90 ha salvato la vita di centinaia di ragazzi, orfani e sbandati, della Bucarest del dopo Ceausescu. Adolescenti ai margini di un mondo che stenta a riprendere forma, vivono nel sottosuolo di Bucarest, nel più totale degrado umano. Ragazzi senza tetto né legge, cui è stata depredata l’adolescenza, quelli che in età più matura approderanno anche in Italia, spesso fuori da ogni regola e legalità, con un destino segnato dal crimine.

Il film ha coinvolto i tanti ragazzi della scuola dell’obbligo, presenti in sala per ricevere il "Premio De Sica Cinema delle emozioni", giunto alla sua VIII edizione. Insieme ai responsabili del "De Sica" Armando Lostaglio e Donato Labella, presente l’assessore alle politiche giovanili di Rionero, Emilio Sacco.

Questi i riconoscimenti consegnati dalla commissione composta da Fulvio Angelone, Antonio Avenoso, Ernesto Grieco, Antonia Lostaglio, Enrico Sacco, Rosanna Volonnino Sperduto.

Per la scuola dell’infanzia la bambina Manfreda Maria Chiara dell’Istituto Mater Misericordiae con un disegno dal film "Winnie Pooh"; per la scuola elementare di Rionero, la classe 1^ C e D che ha complessivamente realizzato immagini e didascalie tratte da vari film;

della stessa scuola Gerardo Antonio Cecere, con una riflessioni sul film "Il signore degli anelli". Per la scuola Media "Granata" di Rionero Roberta Colangelo e Noemi Polesino per la sceneggiatura originale dal titolo "Il Risveglio di una moneta romana".

Il Laboratorio interclasse AGAPE e Gruppo Araldi di Lecce hanno realizzato un dvd dal titolo "Terra ed Acqua": un collage di grafica, pittura, soggetto, recitazione. Infine, premiata la studentessa del Liceo Classico "Chiabrera" di Savona, Alma Spina, con la poesia "Tramonto", ispirato al film di Ken Loach "Il vento che accarezza l’erba".

(armando lostaglio)

 
***

 

La terra degli uomini rossi di Marco Bechis


Di Armando Lostaglio.

Rionero in V. Grande commozione nel pubblico rionerese per il film di Marco Bechis Birdwatchers La terra degli uomini rossi. Proiettato nel quarto appuntamento della XII Mostra cinematografica CinEtica, promossa dal CineClub “De Sica” – Cinit, il film è un atto d’accusa contro il genocidio degli indios dell’Amazzonia, perpetrato da vecchi e nuovi colonizzatori che cancellano barbaramente antiche etnie ed immense foreste. Gli oltre duecentocinquanta appassionati di cinema hanno colto la sofferenza e l’attualità di un dramma, quello degli indios, alle prese con vessazioni e rischi concreti di estinzione. Un dramma tenuto in quasi totale silenzio, che il regista accompagna sulle note di musiche madrigaliste.

Secondo il regista corso Paul Vecchiali esistono due tipologie di registi: quelli che fanno i film “per far conoscere” e quelli che fanno film “in cui riconoscersi”. Quest’opera, intimamente politica di Marco Bechis, presentato in concorso a Venezia, appartiene alla prima di queste tipologie.

Dall’alto, una foresta pluviale attraversata da un fiume rosso di limo e una barca conduce un gruppo di turisti: il binocolo e la macchina fotografica per i loro trofei di viaggio. Sulle rive tra gli alberi compaiono uomini e donne nudi, gli uomini con arco e frecce, le donne ornate con semplici gioielli di noccioli, piume e semi. Birdwatchers - La terra degli uomini rossi ci conduce nel Brasile del Mato Grosso do Sul, ai giorni nostri. Il disboscamento della foresta per produrre la soia transgenica della Monsanto dei fazendeiro di seconda generazione, che si arricchiscono sui terreni appartenuti agli indigeni. I Guarani-Kaiowà, ormai chiusi nelle riserve, sono sfruttati come lavoratori-schiavi stagionali nelle fazenda o come comparse per esotiche messe in scena. Una vita marginale, sfruttata e senza speranza di riscatto porta al fenomeno dilagante dell’alcolismo e del suicidio, soprattutto tra i giovani che più dei vecchi soffrono la discriminazione e la mancanza di prospettiva. La foresta continua ad essere per i Guarani il luogo dei riti e della sussistenza: si introducono oltre le recinzioni per poter raccogliere, cacciare e prendere l’acqua, inseguiti dai sorveglianti a cavallo. La terra degli uomini rossi (interpretato dal “nostro” Claudio Santamaria, lucano di origine) racconta la ribellione, scatenata dal suicidio di due ragazze, di un gruppo di Guarani che guidati dal leader Nàdio e da uno sciamano lasciano la riserva e si accampano ai confini di una fazenda per reclamarne la restituzione delle terre. La rioccupazione delle terre è un fenomeno che negli ultimi anni vede gli indigeni sfidare le violente reazioni dei fazendeiro e dei loro sicari, molti di loro vengono uccisi e i crimini restano impuniti. Dopo il dittico argentino: Garage Olimpo e Figli-Hijos, Marco Bechis affronta un’altra pagina del continente latino-americano. E come paradigma sceglie di raccontare una piccola guerra tra due mondi contrapposti. L’urlo nel silenzio del giovane che rifiuta di impiccarsi è l’urlo di resistenza verso colonizzatori e civiltà del consumo, verso i governi brasiliano ed argentino che riducono sempre di più le loro “riserve” di sopravvivenza. L’urlo straziante è un finale di preghiera e di esistenza al tempo stesso: “io sono vivo, voi siete morti!”


***

 ritorna su

sfoglia
  
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte