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19 febbraio 2009
CINECLUB VITTORIO DE SICA -CINIT NEL 2009

ALTRI APPUNTAMENTI DEL
CINECLUB VITTORIO DE SICA -CINIT NEL 2009

                                              

15 Aprile
CINECLUB VITTORIO DE SICA - Cinit - Rionero in Vulture. La  proposta cinematografica del CineClub Vittorio De Sica – Cinit, presso il cinema Vorrasi - mercoledì 15 aprile, e giovedì 16, ore 20:30, riguarda un film particolare, una drammatica identificazione del Sogno americano anni ’50: REVOLUTIONARY ROAD diretto magistralmente da Sam Mendes (autore di film di successo come American beauty e Era mio padre). Nel film, Kate Winslet e Leonardo Di Caprio (insieme dopo i successi di Titanic di 12 anni fa) sono due trentenni sposati con figli, innamorati e colti, con idee liberal. Si sono formati e distinti nei college. Affascinati e curiosi di teatro, si sentono aperti al mondo. Pieni di sogni, vanno a vivere a Revolutionary Road, una zona residenziale della piccola borghesia consumista e perbenista. Un quadretto di normale routine, presupponendo di essere felici. E’ in questa ipotesi di vita l’unica chiave per riuscire a sopravvivere al conformismo. La coppia Frank ed Avril conducono, come del resto tutti, una vita grigia, ma pensano di essere diversi, pensano che non cambieranno e che non tradiranno mai i loro sogni. Il film di Mendes è la storia di una partita giocata a due con crisi, tradimenti, figli indesiderati ed una idea: fuggire a Parigi, nell’anticonformista Europa (almeno così era vista)per ricominciare. Un film splendidamente interpretato, un manifesto suisogni contro ogni fossilizzante conformismo. (Armando Lostaglio)

COMUNICATO STAMPA - ASSOCIAZIONE CULTURALE SETTIMA ARTE - Potenza -“Il sol dell’avvenire” , film ideato, scritto e realizzato da Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone, per la regia di Gianfranco Pannone, già presentato al Festival di Locarno, giunge a Potenza. Venerdì 17 aprile alle ore 17.00 il film sarà proiettato nella Sala del Campanile del Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Loffredo a Potenza. Tratto dal libro “Che cosa sono le Br”, dello stesso Fasanella e Alberto Franceschini, il film racconta l'esperienza dell’Appartamento, il gruppo politico che si ritrovava in una piccola abitazione nel centro di Reggio Emilia nel 1969 e che divenne ben presto il cuore di un laboratorio nel quale elaborare nuove strategie di lotta. Alcuni dell’Appartamento imboccarono la strada della lotta armata, fondando le Brigate Rosse e pagando col carcere la scelta dissennata, altri si allontanarono da quell’esperienza. Il film è un viaggio nel tempo, in un passato ancora doloroso e inquietante, destinato a scuotere le coscienze di chi non vuole ricordare, o non c’era e non sa.Si parlerà delle polemiche che hanno accompagnato l’uscita del film, al termine della proiezione, con il dibattito “Memoria e rimozione, cinema e potere, censura e autocensura” durante il quale interverranno l’autore, il giornalista e scrittore Giovanni Fasanella e Armando Lostaglio, giornalista e critico cinematografico, vicepresidente del CINIT - Cineforum italiano. Parteciperanno all’evento l’associazione culturale “Settima Arte”, l’associazione culturale “Allelammie” di Pisticci, l’associazione culturale “Abito in scena”, il CineClub Vittorio De Sica – Cinit, e l’Associazione Libera Basilicata. L’ingresso è libero.

8 Aprile
CINECLUB VITTORIO DE SICA - Cinit - Rionero in Vulture. La  proposta cinematografica curata dal CineClub Vittorio De Sica – Cinit, presso il cinema Vorrasi - prevede mercoledì 8 aprile, e giovedì 9, ore 20:30, il film dell’emergente palermitano Marco Amenta, LA SICILIANA RIBELLE.  Ad interpretare la protagonista è una convincente Veronica D’Agostino. Il giovane regista gira un film lucido e coinvolgente, che non intende fare della scontata etica civile. E’ invece un film sulla volontà di ribellarsi alla mafia, di uscire dal luogo comune della omertà, che parve agli inizi degli anni Novanta prendere corpo grazie agli eroici interventi e le coraggiose inchieste di Falcone e Borsellino. E alle svolte nelle indagini impresse da Paolo Borsellino, con le rivelazioni di una adolescente, Rita Atria, che il film, pur cambiandone le generalità, si snoda in un crescendo emotivo. Dal desiderio di vendetta si passa ad una voglia di giustizia. Ancora un film di riflessione, dunque, proposto dal De Sica, dopo aver analizzato la scorsa settimana un argomento imbarazzante e tormentato quale “omosessualità e potere”. Molti gli interrogativi conseguiti alla visione di Milk, di Gus Van Sant, premiato con due Oscar, interpretato da un sontuoso Sean Penn. Ad affrontarli, insieme al responsabile del CineClub, Armando Lostaglio (promotore dell’iniziativa) il presidente del Comitato provinciale dell’Arcigay di Bari, avv. Enrico Fusco, che è anche consigliere di Pari opportunità del sindaco del capoluogo pugliese, Emiliano. Una serata da incorniciare, insomma, fra le tante organizzate dal “De Sica” in questi anni, facendo del cinema un veicolo privilegiato di elevata cultura.

Venerdì 10 Aprile
Il CineClub De Sica presenta il Vulture a Giovinazzo. - Giovinazzo. L’invito è giunto dall’associazione “Comunicaria – Liberi di comunicare” della cittadina costiera a nord di Bari. Il sindaco di Giovinazzo, Antonello Natalicchio, e l’assessore alla cultura, Carolina Serrone, hanno patrocinato l’iniziativa di presentare l’area del Vulture ai propri cittadini. Un’idea realizzata sull’onda della capillare attività svolta dal CineClub Vittorio De Sica – Cinit di candidare l’area di Monticchio, con il suo patrimonio floro-faunistico e gli importanti siti storici e monumentali quali l’Abbazia di San Michele, per il riconoscimento dell’Unesco, patrimonio dell’umanità. Presentato e sollecitato dal giornalista Mino Ciocia di Comunicaria, Armando Lostaglio, in qualità di responsabile del De Sica, ha parlato ai numerosi associati e cittadini delle vaste risorse storiche ed ambientali del territorio a nord della Basilicata, che fa del Vulture “vedetta” privilegiata e di Monticchio un punto di forza. La proposta Unesco, ricordiamo, è stata espressa alla 65^ Mostra del Cinema di Venezia a settembre scorso dal Cineclub Cinit Vittorio De Sica, con la visione del documentario VULTOUR – le tracce del sacro, scritto dallo stesso Lostaglio con Mimmo Nucera (giornalista del Corriere della Sera) e dal regista Fulvio Wetzl che lo ha anche diretto. Nel contempo, diversi esponenti politici hanno avallato il progetto, a partire dal presidente della Giunta regionale Vito De Filippo, del Consiglio regionale Prospero De Franchi, l’assessore alla cultura Antonio Autilio (presente con Lostaglio alla Mostra di Venezia), l‘assessore provinciale Giuseppe Telesca, il presidente del Pit Tonio Bufano. Più di recente anche l’on. Donato Lamorte e il vice-presidente del consiglio regionale del Piemonte, Roberto Placido, hanno aderito alla proposta, mentre su Facebook sono circa 1300 le adesioni che giungono sul sito promosso da un associato del CineClub, Armando Bronzi. Il sindaco di Rionero Antonio Placido ha inviato al sindaco di Giovinazzo, mediante Lostaglio, un messaggio di saluto con l’invito ad un’azione comune volta ad una più proficua visibilità culturale dei luoghi.Il dibattito presso l’associazione Comunicaria è stato imperniato in particolare sul fascino del luogo, non a tutti noto, e quindi sulle proposte di candidatura per l’Unesco. Molto interesse ha suscitato fra gli associati. L’Abbazia di San Michele e Monticchio rispondono pienamente a quelle ipotesi internazionali dell’Unesco, che prevedono, fra le altre, la testimonianza di una considerevole evoluzione culturale sia in campo archeologico sia architettonico, artistico e paesaggistico. L’area lacustre offre un esempio eminente di costruzione architettonica, con la secolare Abbazia, con il paesaggio che pure illustra fasi controverse della storia umana: il luogo rimane un esempio eminente dell'interazione umana con l'ambiente. Inoltre, rappresenta (in linea con le ipotesi) fenomeni naturali e atmosfere di una bellezza e di una importanza estetica eccezionale; è uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita e dei processi geologici. Monticchio è uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell'evoluzione dell'ecosistema. Infine, contiene gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale, eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione. Il recente insediamento del Museo di Storia Naturale nei primi piani dell’Abbazia di San Michele testimonia proprio tale unicità. La presenza della Bramea europea, con il Lago Grande oggetto di studio da parte da parte dei paleoclimatologi dell’università di Bonn, integrano un quadro di assoluta specificità e ricchezza del luogo. Elementi dunque di esclusiva preminenza che Monticchio può vantare, anche in funzione di una ricaduta che coinvolga altri importanti luoghi circostanti come il Santuario di Ripacandida, l’abbazia della Madonna di Pierno, la storia di Melfi di Rapolla e di Venosa e la maestosa cattedrale di Acerenza. Tutte peculiarità che a Giovinazzo hanno fatto fortemente presa, e che promettono nuove e più diversificate visite a Monticchio e nell’area, vista con sguardi certamente ben più incentivati.

11 Aprile
MILK di Gus Van Sant, per parlare di OMOSESSUALITA’ E POTERE - Rionero in V. Omosessualità e potere: sono stati molti gli interrogativi conseguiti alla visione di Milk, uno dei film più impegnativi ed intensi della stagione, promossa dal Cineclub Vittorio De Sica – Cinit nella sala Vorrasi. Ad affrontarli, insieme al responsabile del CineClub, Armando Lostaglio (promotore dell’iniziativa) il presidente del Comitato provinciale dell’Arcigay di Bari, avv. Enrico Fusco, che è anche consigliere di Pari opportunità del sindaco del capoluogo pugliese, Emiliano. Molte le domande del pubblico per il film diretto da Gus Van Sant ed interpretato da un sontuoso ed immenso Sean Penn, premiato con l’Oscar 2009 quale miglior attore protagonista, insieme all’autore della sceneggiatura Dustin Lance Black, appena trentenne. La tragedia finale, con l’assassinio del protagonista Harvey Milk, ha provocato non poca commozione nel pubblico, sottolineata anche dall’intervento del sindaco di Rionero, Antonio Placido, che ha presenziato insieme all’assessore Emilio Sacco. L’avv. Fusco si è a lungo soffermato sugli aspetti discriminatori che ancora vigono in molte realtà, e non soltanto in Italia meridionale. Le resistenze da parte di ampi settori del mondo cattolico mantengono un clima di scarsa accettazione, se non di discriminazione della cosiddetta diversità, compreso il dibattito su coppie di fatto, adozioni e quant’altro. Fusco ha anche risposto a domande che riguardano la sfera privata, con molta discrezione e levità. Una serata da incorniciare, insomma, fra le tante organizzate dal “De Sica” in questi anni, facendo del cinema un veicolo privilegiato di elevata cultura. Certamente il film proposto di Gus Van Sant si presta ad una visione ampia del problema. Ci porta a riflettere anche sull’omofobia, quando siamo alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti. Solo nel dicembre 2008 all’ONU i paesi della Unione europea propongono la depenalizzazione del reato di omosessualità, presente ancora in 91 paesi nel mondo con pene che variano dalla reclusione ai lavori forzati, dall’ergastolo fino alla pena di morte. Trent’anni prima, nel ’78, Harvey Milk, militante dei diritti civili, viene assassinato. Gus Van Sant ripercorre gli ultimi nove anni della sua vita, gli anni del cambiamento e della passione politica, gli anni della crescita del movimento per i diritti degli omosessuali in America. Il regista americano rifugge dall’idea di celebrare un’icona, propone invece la storia piccola di un uomo che si fece portavoce delle minoranze e che divenne consigliere comunale a San Francisco: primo omosessuale dichiarato ad aver assunto una carica pubblica negli Stati Uniti. Harvey Milk è un uomo di elevata cultura, ama la musica classica, le arie di Puccini accompagnano molti momenti della sua giornata. Loquace e ironico, coagula consensi facendosi promotore di iniziative concrete legate ai temi dei diritti civili e che vedono sindacati, anziani, uomini e donne riconoscersi. Capace di rompere il clima di pregiudizi, dà speranza ai giovani, ai discriminati e ai perseguitati dell’America puritana ed intransigente. Si presenta per ben tre volte alle elezioni amministrative fino a vincerle nel ’77. L’occhio discreto del regista stringe sui corpi, mescola immagini di repertorio a quelle da lui stesso girate. La colonna sonora sottolinea la musica dell’uomo con le arie della Tosca, e quella del suo tempo, da David Bowie a Patti Smith.  "Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese". E’ nelle parole incise sulla targa commemorativa nella piazza di San Francisco a lui intitolata, l’essenza della vita di Harvey Milk. Nel dibattito rionerese, con uno slancio di lungimiranza, un associato del De Sica ha pure lanciato la proposta di dedicare una strada a Milk. Lodevole. 

24 Marzo
RIONERO IN VULTURE CINECLUB VITTORIO DE SICA - Cinit Rionero in Vulture. Ancora un film per riflettere e dibattere, con la proposta cinematografica curata dal CineClub Vittorio De Sica – Cinit, presso il cinema Vorrasi - mercoledì 25 marzo, ore 20:30. In programma il film di Giulio Manfredonia SI PUO’ FARE, interpretato da un brillante Claudio Bisio ed una intensa Anita Caprioglio. In replica anche giovedì 26, stessa ora.Al centro della riflessione, che si snoda su una sceneggiatura alquanto lieve seppur di drammatico approccio, è la legge 180, cosiddetta legge Basaglia, che circa trent’anni or sono chiudeva i manicomi. Con tutte le conseguenze per le famiglie dei pazienti.Siamo a Milano ai primi anni '80. Nello (Bisio) è un sindacalista dalle idee troppo avanzate per il suo tempo. Ritenuto scomodo all'interno del sindacato viene retrocesso al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un'associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in attività assistenziali. A stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti, e scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di renderli partecipi coinvolgendoli in un lavoro di squadra. Andando contro lo scetticismo del medico psichiatra che li ha in cura, Nello integra nel mercato i soci della Cooperativa con un'attività innovativa e produttiva. Il film, pur nel suo piccolo, ripercorre in qualche misura le esperienze umane del celeberrimo Qualcuno volò sul nido del cuculo con l’eccellente Jack Nicholson. "La follia è una condizione umana" dichiarava Franco Basaglia, lo psichiatra promotore della legge. "In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla".
                                                     
17 Marzo
RIONERO IN VULTURE - CINECLUB VITTORIO DE SICA - Cinit Prosegue, a cura del CineClub Vittorio De Sica – Cinit, la proposta di cinema d’autore -  presso il cinema Vorrasi -  mercoledì 18 marzo, ore 20:30. In programma il film di LA DUCHESSA dell’inglese Saul Dibb, con una straordinaria Keira Knightley. Un film arricchito da una folgorante fotografia che si incardina sulla vicenda esistenziale della splendida Lady Georgiana Spencer, giovane aristocratica inglese di metà ‘700, che a soli diciassette anni viene data in sposa a William Cavendish, duca del Devonshire. Si trasferisce a Londra dove conosce gli sfarzi della nobiltà e la freddezza di una relazione che la obbliga a dare un erede al duca. Dietro consiglio della madre, Georgiana si arma di rassegnazione, trovando una scappatoia nella moda, nel gioco e nell'amicizia di Lady Elizabeth Foster. Famosa per la sua bellezza e il suo fascino, Lady Georgiana divenne un personaggio controverso per i suoi gusti stravaganti e le sue passioni. Ma Georgiana diventerà anche l’icona dell’eleganza, di madre devota, abile attivista politica, e beniamina della gente comune. Al centro della sua storia c’è soprattutto una disperata ricerca dell’amore. Tema di forte attualità e di tenero impatto emotivo. Il film è stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma. Al Vorrasi “La Duchessa” sarà proiettato solo mercoledì sera e non anche giovedì, in quanto la sala ospiterà una serata di teatro. 

                                                                                    Armando Lostaglio

 

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